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Interaction Design e nuovi media per un futuro sostenibile

Published on 2011/5/4 (2213 reads)



Quale condizione viviamo oggi, circondati da tecnologie che non si offrono più come strumenti, ma si configurano come “ambienti”, influenzando profondamente la nostra vita, il nostro comportamento, la nostra percezione del mondo? Lo scopriremo in compagnia di Urban Experience e Media Haka che ci guideranno con una serie di format di Performing Media alla scoperta delle novità eco-tech che verranno presentate nel corso del Festival Tec Art Eco, dal 4 all'8 maggio 2011, a Lugano.

di Monica Mureddu 





Continuerà la tecnologia a ridefinire la natura, facendola evolvere, o più forte sarà il rischio dell’imponderabile, già evidente negli sconvolgimenti naturali, nei disastri ecologici, nei fantasmi della clonazione? Il pensiero ecologico è condannato ad assestarsi su posizioni sempre più conservatrici, o possiamo immaginare nuove alleanze tra natura e tecnologia in grado di fornire un habitat al nostro esistere tecnologicamente modificato?

Il rapporto tra tecnologia ed ecologia, analizzato a partire dalle sue implicazioni filosofiche e progettuali, è il tema dell’incontro che inaugura la sezione Work in Project del Festival.

Un filosofo, Gianni Vattimo, un informatico, Giorgio de Michelis e un designer, Stefano Mirti, affronteranno, da ottiche diverse, la problematica ecologica nell’ambito delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ponendo il fuoco delle loro riflessioni sul concetto di creatività e offrendo spunti e indicazioni utili ad alimentare il dibattito sulle molte questioni che gravitano intorno allo studio e alla pratica della progettazione interattiva. 

L’intenzione è quella di ancorare la tematica ecologico-tecnologica  alla produzione artistica contemporanea e alle ricerche dell’Interaction Design, rifocalizzando i concetti stessi di creatività e di progettazione. Come si riconfigurano infatti le attuali capacità progettuali e creative? Da quali saperi originano e in quali circostanze si sviluppano? Come possono continuare a garantire una produzione di senso? All’intervento del Prof. Vattimo, dal titolo Creatività, tecnologia, comunicazione: dall'opera all'evento, seguirà una riflessione del Prof. De Michelis sulla sostenibilità ambientale e sociale e la presentazione di una serie di progetti emblematici, selezionati e commentati dal Prof. Mirti.

L’evento gratuito è organizzato in collaborazione con il Laboratorio Cultura Visiva SUPSI e con la consulenza di Mario Mattioda.

4 maggio 2011, dalle 16.00 alle 17.30,

presso l'Aula Magna, Campus Trevano SUPSI

Time Activity

h. 16.00 Saluto Luca Colombo, direttore Dipartimento Ambiente Costruzioni e Design SUPSI

h. 16.10 Gianni Vattimo, filosofo

h. 16.30 Giorgio De Michelis, cultore di filosofia e di scienze umane

h. 16.50 Stefano Mirti, architetto e designer

discussione fino alle 17.30 con moderatore Vito Calabretta, giornalista e critico d’arte

 

 

 

vattimo arg 7_editedGianni Vattimo è nato nel 1936, a Torino, dove ha studiato e si è laureato in Filosofia; ha poi seguito due anni i corsi di H. G. Gadamer e K. Loewith all’università di Heidelberg, e ha studiato con Hans-Georg Gadamer e Luigi Pareyson. Dal 1964 insegna all’Università di Torino, nella quale è stato Preside, negli anni ’70, della Facoltà di Lettere e Filosofia. È stato “visiting professor” in alcune università americane (Yale, Los Angeles, New York University, State University of New York) e ha tenuto seminari e conferenze in varie università di tutto il mondo. Negli anni Cinquanta, insieme a Furio Colombo e Umberto Eco, ha lavorato ai programmi culturali della Rai-Tv, conducendo tra l’altro il programma settimanale politico-informativo “Orizzonte”. È membro dei comitati scientifici di varie riviste italiane e straniere; è socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze di Torino. Ha diretto la “Rivista di Estetica”. Ha ricevuto lauree honoris causa da numerose università del mondo. È Grande ufficiale al merito della Repubblica italiana (1997). Attualmente è vicepresidente dell’Academía da Latinidade. È (ed è già stato, tra il 1999 e il 2004) deputato al Parlamento europeo. Nel 2006, Vattimo ha raccontato la sua vita a Piergiorgio Paterlini, autore dell’autobiografia “a quattro mani”, pubblicata da Aliberti (Non Essere Dio).

 

 


2937797051_e3ba145f02La questione ecologica può avere, nell’ambito delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT), un’ispirazione ideologica, opportunistica oppure problematica. Tralasciando, le prime due, che meriterebbero di essere contrastate adeguatamente, di cui qui non ci occupiamo, che cosa intendiamo quando vogliamo adottare una prospettiva problematica sulle relazioni tra ICT ed ecologia? In primo luogo, che la qualità ecologica non va considerata come qualche cosa da aggiungere alle tecnologie, ma che ci interessa che essa scaturisca dal modo stesso in cui noi sviluppiamo l’innovazione tecnologica e la diffondiamo nel mondo. Allora, in primo luogo, diremo che la questione ecologica va declinata in termini di sostenibilità; in secondo luogo, che il discorso deve coniugare sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale, in terzo luogo che tra gli stakeholders vanno considerate anche le generazioni future. Per fare questo bisogna cambiare il modo con cui progettiamo le ICT, adottando un approccio di people-centred computing e di interaction design.

Giorgio De Michelis insegna Informatica per l’Organizzazione e Interaction Design all’Università di Milano – Bicocca. Insegna anche all’Università della Svizzera Italiana a Lugano. Nelle sue ricerche si occupa di Reti di Petri, Computer Supported Cooperative Work, Community Systems, Knowledge Management, Interaction Design. Nel 2008 ha creato uno spin off della sua Università, itsme, che ha l’obiettivo di creare un nuovo sistema operativo per workstation nella prospettiva del situated computing. A settembre 2011 uscirà presso MIT Press il libro “Design Things” di cui è co-autore.

 

 

DSC03898-stefi-lens-solder  “Technology is the answer. What was the question?”

In questa presentazione ho raccolto una serie di esempi di interessanti progetti in cui è stato una sorta di mix tra design, tecnologia, interazione.

“interazione” è inteso nella sua accezione più ampia.

Può essere l’interazione tra un umano e un altro essere umano.

Può essere l’interazione tra un umano e un qualche tipo di macchina.

Può essere l’interazione tra un essere umano e natura.

Può essere l’interazione tra i soggetti umani e altri (fisico, concettuale …)

 

Gli esempi sono stati selezionati sulla mia interessi soggettivi e di conoscenza.

In questo senso non vi è alcun tentativo di classificare e organizzare qualcosa.

Questa presentazione dovrebbe essere intesa come la mia collezione personale di riferimenti interessanti per quanto riguarda le persone che hanno fatto cose non così diverso da quello che sto facendo adesso.

Le cose hanno un aspetto diverso, perché queste persone vivevano in luoghi diversi e in tempi diversi.

Stefano Mirti si laurea in architettura al Politecnico di Torino con successivo dottorato di ricerca in tecnologia dell’architettura presso lo stesso Politecnico. Successivamente si trasferisce in Giappone per il post-dottorato (Tokyo University, Tadao Ando Lab) con successivo incarico di insegnamento presso la Tama Fine Art Academy (Tokyo). Dal 2001 al 2005 e’ professore associato all’Interaction Design Institute Ivrea, di cui e’ anche il responsabile della e1 (exhibition unit). Come architetto e’ uno dei fondatori di Cliostraat [www.cliostraat.com]. Dal gennaio 2007 all’ottobre 2010 e’ stato il direttore della scuola di design di NABA [www.naba.it]. Stefano Mirti è uno dei soci fondatori di Id-lab [www.interactiondesign-lab.com], di cui e’ il responsabile delle attivita’ progettuali.

 

 

P1070484Vito Calabretta. Nato nel 1963, ho trascorso l’infanzia in un paesino della Calabria, in una città della Sicilia e sul confine tra Liguria e Costa Azzurra, dove mi sono stati somministrati i primi rudimenti scolastici e musicali. Dopo il liceo mi sono trasferito all’università a Milano dove tuttora vivo con una moglie e tre figli. Ho una formazione nelle scienze sociali e ho lavorato sia nell’ambito dell’arte che in quello industriale. Sono sempre stato politicamente impegnato e credo che ogni persona sia anche un soggetto politico. Sono pubblicista, mi è successo di scrivere su argomenti diversi e coltivo il racconto come modalità di analisi e di comunicazione.

 


MattiodaMario Mattioda. Dopo un percorso di studi psicologici e psicoanalitici, inizia ad occuparsi di Interaction design nel 1992, come analista presso lo studio di progettazione interattiva MiLàNo. Negli anni successivi lavora alla progettazione di un sistema informativo per la psichiatria ed è co-autore di un manuale di usabilità. Dal 2003 al 2005, come consulente presso l’Interaction Design Institute Ivrea (IDII), organizza seminari e convegni di filosofia e design ed è co-autore di diverse pubblicazioni su temi metodologici e di valutazione dei progetti (ID Almanacchi, Practice and Theories in Interaction Design, Conversazione Sottsass /De Lucchi). Nei due anni successivi, come curatore della Limehouse Arts Foundation di Londra, organizza installazioni di arte contemporanea a sfondo sociale, tra le quali Tupac Project di Paolo Chiasera. Nel 2008 svolge attività di coordinamento didattico per il corso Index, presso la Facoltà di Architettura di Alghero e nel 2010 è curatore e co-autore del libro Index-Interaction Design Experience.


Con soluzioni di citizen journalism e info design, il festival verrà documentato in real time dall'equipe Media Haka (Fabrizio Palasciano e Monica Mureddu) e da Carlo Infante con il supporto di Urban Experience. La diretta dell'evento verrà seguita sulle principali piattaforme di condivisione (Gruppo facebook Tec Art EcoVisibleTweets hashtag #tecarteco).

Programma 

Mercoledì 4 maggio

EVENTO ITINERANTE – opening | WALK SHOW

18.30 > PAD. Conza MAC 1-2-3

condotto da C. Infante in collaborazione con Urban Experience e Media Haka

Esplorazione radioguidata nei luoghi del festival e presentazione della TAG CLOUD LIVE su prenotazione inviando una mail a info@tecarteco.net

 

Giovedì 5 maggio

EVENTO ITINERANTE | WALK SHOW

h.17.00 > dal Testro Foce all’ Auditorium USI

condotto da C. Infante in collaborazione con Urban Experience e Media Haka

Conversazione itinerante radioguidata lungo il fiume Cassarate sulla Lugano che cambia, per reinventare lo spazio pubblico, tra web e territorio, su prenotazione inviando una mail a info@tecarteco.net

 

Dal 4 al 7 maggio 2011

TAG CLOUD LIVE - Rilevamento delle parole chiave attraverso l’instant blogging e la loro visualizzazione. Installazione Onweb all'interno del Padiglione Conza (Sezione Openlabs) di Urban Experience e Media Haka. 




Carlo Infante
 è docente freelance di Performing Media, presidente e managing director di Urban Experience. Ha diretto, negli anni Ottanta, festival come Scenari dell’Immateriale, condotto (anche come autore) trasmissioni radiofoniche su Radio1 e Radio3, televisive come Mediamente.scuolasu RAI3 e Salva con Nome su RAInews24 (nel 2009). Ha ideato (in occasione delle Olimpiadi Torino 2006) format web, come il geoblog (che permetteva di scrivere storie nelle geografie, ben prima di prima di GoogleMaps), che esplicitano la tensione creativa di una Social Innovation agita nel territorio (come è accaduto con i Performing Media Lab in Salento, per La Notte della Taranta, e in Piemonteall’interno di un Bene Confiscato alle Mafie). E’ autore, tra l’altro, di Educare on line (1997, Netbook), Imparare giocando (Bollati Boringhieri, 2000), Edutainment (Coop Italia, 2003), Performing Media. La nuova spettacolarità della comunicazione interattiva e mobile (Novecentolibri, 2004), Performing Media 1.1 Politica e poetica delle reti (Memori, 2006) e di molti altri saggi e articoli per più testate (tra cui, attualmente, NOVA-Sole24ore e L’Unità per cui sta curando l’inserto mensile Unitag).

Media Haka è una Tactical Media Company che opera nel settore dell’innovazione studiando la dinamica dei sistemi complessi. Obiettivo del gruppo è creare, dinamizzare e analizzare reti attraverso formati e metodologie di comunicazione che contemplano l’utilizzo di strumenti e tecnologie di ultima generazione. Le linee di ricerca presentano una forte vocazione cross-mediale che si esplicita attraverso processi di elaborazione dell’informazione come il Digital Storytelling, l'Interaction Design e il Media Hacking. Media Haka ha sede a Barcellona e collabora con università e centri di ricerca internazionali. La start-up è stata fondata nel 2010 da Fabrizio Palasciano e Monica Mureddu che hanno individuato nella capitale catalana la sede ideale da cui sviluppare un'attività di monitoraggio sull'innovazione mediterranea.

Links Box
www.tecarteco.net
www.urbexp.it
www.mediahaka.com 





Tags: Events   Green   Tecarteco   Lugano   Interaction-Design  





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