Le statistiche della UE dicono che negli ultimi due anni sono stati creati quasi 6,5 milioni di nuovi posti di lavoro e si prevede che altri 5 milioni saranno creati entro il 2009: tutto questo grazie alla “strategia di Lisbona” per la crescita e l’occupazione. Stando a una relazione del Servizio d’azione dei cittadini europei (European Citizen Action Service, ECAS), pubblicata il 15 gennaio 2008, la libera circolazione è un fenomeno che interessa meno del 2% dei cittadini in età lavorativa dell’UE e solo quella percentuale lavora in un paese europeo diverso dal proprio.La mobilità dei lavoratori in Europa, come strumento al servizio dell'occupazione e della competitività europea, è oggi una delle principali preoccupazioni degli Stati membri. Cercare e trovare lavoro all’estero dovrebbe diventare più facile ed è questo, precisamente, lo scopo di un nuovo Piano d'azione europeo per la mobilità del lavoro (2007-2010) che prevede tra i suoi principali obiettivi il miglioramento delle regole in materia di sicurezza sociale, l’eliminazione degli ostacoli amministrativi, il rafforzamento del portale della mobilità professionale Eures, ma anche la sensibilizzazione dei lavoratori alle opportunità di lavoro all’estero. | |
L’iniziativa, organizzata dalla Presidenza francese del Consiglio dell'Unione europea, è un segnale di continuità dopo la conferenza organizzata a Lisbona il 13 e 14 settembre 2007 sulla flexicurity (flessibilità e sicurezza del lavoro), e presenterà i diversi aspetti della mobilità professionale tentando di definire percorsi di lavoro comuni ai Paesi membri dell'UE. | |
FORLANI (ITALIA LAVORO): CON L'EUROPA PIU' LAVORO PER TUTTI
Si svolgerà dall’11 al 12 settembre 2008, nelle sale del Centro di Conferenze Internazionale di Klèbert a Parigi, la Conferenza sulla Mobilità dei Lavoratori in Europa. All’incontro parteciperà, tra gli altri, anche l’amministratore delegato ed attuale presidente di Italia Lavoro, Natale Forlani che interverrà alla tavola rotonda dedicata a misure, dispositivi e sistemi per facilitare l’accesso all’informazione e all’intermediazione per promuovere la mobilità del lavoro.
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