La scelta di investire sulla centralità dell’agricoltura ha un effetto moltiplicatore sullo stanziamento deciso per il piano sulla sicurezza alimentare di venti miliardi di dollari in tre anni, con effetti sulla stabilità sociale e sulla crescita economica. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini, in riferimento alle conclusioni del G8, nel sottolineare che “gli aiuti alimentari sono necessari, ma non possono bastare ed è quindi importante la decisione di investire nell'agricoltura delle diverse realtà del pianeta, dove servono prima di tutto politiche agricole regionali che sappiano potenziare le produzioni locali con la valorizzazione delle identità territoriali per sfuggire all'omologazione che deprime i prezzi e aumenta la dipendenza dall'estero".
Le conclusioni del vertice sottolineano giustamente che devono avere priorità nell'agenda politica “'la sicurezza alimentare, l'alimentazione di qualita' e l'agricoltura sostenibile”, ma viene anche garantito il supporto “all'attuazione di piani e strategie agricoli nazionali e regionali attraverso processi di coordinamento guidati dagli Stati”. Alle agricolture di tutto il mondo - ha proseguito Marini - devono essere garantiti credito e investimenti adeguati se si vuole continuare a sfamare una popolazione che aumenta vertiginosamente, si devono applicare regole chiare per evitare che sul cibo si inneschino speculazioni vergognose, occorre garantire trasparenza e informazione ai consumatori, come evidenziato agli incontri dei G8 dei Ministri dell’agricoltura e delle associazioni agricole che hanno preceduto il Vertice dell’Aquila.
Gli effetti disastrosi della crisi economica confermano che il cibo non è una commodity qualunque il cui acquisto puo' essere rinviato di un anno, come nel caso delle automobili, e per questo - ha precisato il presidente della Coldiretti Sergio Marini - sono necessarie politiche specifiche per mantenere viva e sviluppare l'agricoltura. L'emergenza alimentare - ha continuato Marini - non si risolve con i prezzi bassi all'origine per i produttori perche' questi non consentono all'agricoltura di sopravvivere e con la chiusura delle imprese destrutturano il sistema che non è piu' in grado di riprendersi anche in condizioni positive.
Le conclusioni del vertice sottolineano giustamente che devono avere priorità nell'agenda politica “'la sicurezza alimentare, l'alimentazione di qualita' e l'agricoltura sostenibile”, ma viene anche garantito il supporto “all'attuazione di piani e strategie agricoli nazionali e regionali attraverso processi di coordinamento guidati dagli Stati”. Alle agricolture di tutto il mondo - ha proseguito Marini - devono essere garantiti credito e investimenti adeguati se si vuole continuare a sfamare una popolazione che aumenta vertiginosamente, si devono applicare regole chiare per evitare che sul cibo si inneschino speculazioni vergognose, occorre garantire trasparenza e informazione ai consumatori, come evidenziato agli incontri dei G8 dei Ministri dell’agricoltura e delle associazioni agricole che hanno preceduto il Vertice dell’Aquila.
Gli effetti disastrosi della crisi economica confermano che il cibo non è una commodity qualunque il cui acquisto puo' essere rinviato di un anno, come nel caso delle automobili, e per questo - ha precisato il presidente della Coldiretti Sergio Marini - sono necessarie politiche specifiche per mantenere viva e sviluppare l'agricoltura. L'emergenza alimentare - ha continuato Marini - non si risolve con i prezzi bassi all'origine per i produttori perche' questi non consentono all'agricoltura di sopravvivere e con la chiusura delle imprese destrutturano il sistema che non è piu' in grado di riprendersi anche in condizioni positive.



