Nella lettera indirizzata ai Commissari europei, a commento del rapporto Testimoni della contaminazione che denuncerebbe la sofferenza delle produzioni di mais biologico a causa delle coltivazioni OGM, Futuragra ricorda che “due anni fa l’associazione scrisse alle cinque principali regioni italiane produttrici di mais per conoscere la reale dimensione della coltivazione di mais biologico nel nostro Paese” senza ricevere alcuna risposta. “Al silenzio delle istituzioni ufficiali, continua Futuragra, si contrappone l’eloquente dato emerso da un sondaggio svolto sul nostro territorio da Demoskopea nel febbraio 2009 presso i maiscoltori: la produzione di mais biologico rappresenta solo l’1% degli ettari in produzione in Veneto e il 3% in Friuli. Un dato che non sorprende anche per l’oggettiva difficoltà di combattere il problema delle micotossine e ottenere un prodotto sano e sicuro per i consumatori”.
Ancora una volta, insomma, di fronte alle oggettive difficoltà del sistema produttivo si cerca di sviare il discorso su scenari catastrofistici per alimentare la propaganda anti-OGM: mentre gli agricoltori presentano bilanci e numeri che parlano di un’agricoltura che ha bisogno delle tecniche più avanzate per rimanere al passo coi tempi, e gli scienziati producono studi che confermano i benefici e la sicurezza delle coltivazioni GM, c’è chi invece pretende scelte fatte senza tenere conto minimamente del quadro produttivo reale.
“I numeri sono eloquenti, conclude Futuragra, e pensiamo che una seria politica agricola in Europa debba partire da dati reali e non dalla propaganda che da anni crea allarmismo nella popolazione europea malgrado i chiari pronunciamenti della scienza e dell’Unione Europea”.
“E’ ormai assodato che Greenpeace è una lobby multinazionale della disinformazione. Le campagne di demonizzazione dell’innovazione in agricoltura, ha commentato Silvano Dalla Libera, Vicepresidente di Futuragra, hanno contribuito all’attuale collasso della maiscoltura italiana ed europea, e di conseguenza all’aumento delle importazioni da Paesi in cui gli OGM sono coltivati in modo estensivo. La politica dell’Italietta OGM free oltre che illusoria non porta altro che un aumento dei costi di produzione a tutto danno delle filiere e dei consumatori ”.



