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            [description] => Categoria: Spotlight<br />Keywords: medicina<br />Sommario: "Nessun boom di psicofarmaci tra i bambini italiani: dal 2004 al 2007 le prescrizioni sono calate del 30%, e anche i trattamenti per la sindrome da iperattività (Adhd) sono nettamente al di sotto delle aspettative".  A dirlo è Carlo Lenti, neuropsichiatra infantile dell'Università di Milano, durante il convegno Milanopediatria 2008.<span class="Apple-style-span" style="font-family: tahoma; font-size: 12px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "><p class="MsoNormal" xstyle="text-align: justify;"><span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana; font-size: 13px; ">Cambio di tendenza storico per l'Italia (probabilmente unica nazione al mondo) che riconosce implicitamente il tremendo lavoro svolto negli ultimi 30 anni dai volontari del nostro comitato. Un lavoro assiduo di sensibilizzazione che ha sempre posto l'accento sulle false diagnosi psichiatriche e psicologiche e sulla loro mancanza di scientificità. Si è sempre detto che la prescrizione dello psicofarmaco era la punta dell'iceberg del problema rispetto alla validità stessa delle teorie psichiatriche. Una diminuzione così marcata di prescrizioni indica un aumento di consapevolezza nei medici ma soprattutto nei genitori, sul fatto che la psichiatria si è spinta troppo in là nel dichiarare ogni emozione e problema umano come una malattia. La psichiatria è un'industria che fattura 330 miliardi di dollari l'anno con oltre 100 milioni di utenti che assumono psicofarmaci a livello mondiale di cui si stima che circa 3000 di loro muoiano ogni mese come causa diretta dei loro trattamenti. Sempre più malattie, sempre più malati, sempre più soldi. Questo è esattamente quello che chiedono a gran voce a tutti i governi del mondo: più soldi.</span></p><p class="MsoNormal" xstyle="text-align: justify;"><span xstyle="font-size: 11pt; font-family: "Palatino Linotype","serif";"><span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana, geneva, arial, helvetica, sans-serif; "><span class="Apple-style-span" style="font-size: small; ">La psichiatria ha perso, se mai l'ha avuta, quell'umanità, alla base di qualsiasi miglioramento, che contraddistingue la relazione medico-paziente. Da qui deriva il suo fallimento. Come giustificheranno ora l'allarmismo che viene continuamente propinato al pubblico attraverso le riviste specialistiche, i talk show e i media in generale? Come giustificheranno la spesa sostenuta dai contribuenti per creare i 114 centri specifici per diagnosticare una "malattia" che, alcune correnti interne alla psichiatria, dichiarano inventata? Ma ora concedeteci il tempo di riconoscere i meriti. Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani non dimentica che questo grande risultato è determinato dall'adesione alla battaglia di gruppi e singoli individui che nel corso di questi 30 anni, si sono uniti nella lotta con iniziative personali di grande valore. Speriamo che questa inversione di tendenza possa influenzare positivamente la scuola, la quale vede la sua autonomia ridotta a favore di neuropsichiatri infantili, assistenti sociali e psicologi. La vera pedagogia (non quella inquinata da idee psicologiche) che insegna valori e principi morali, insieme alla didattica, alla protezione dell'integrità familiare e alla responsabilizzazione dei genitori, che sono le basi con cui costruire una società dove bullismo, droga, criminalità e violenza diventeranno, ce lo auguriamo, un lontano ricordo.</span></span></span></p></span><br />
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